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PREPARAZIONE DELLA CAUSA IA NEL LAVORO DELLO STUDIO 8 settembre 2026 2 MIN DI LETTURA

Contraddizioni nelle testimonianze: come trovarle negli atti

La contraddizione che conta raramente sta tra due deposizioni. Sta tra una deposizione e un documento scritto quando nessuno pensava ancora a una causa.

Che due testimoni descrivano in modo diverso la stessa riunione è normale. Che un testimone la racconti in un modo mentre un'e-mail inviata quello stesso pomeriggio dice altro è un'altra cosa, e vale il tempo della ricerca.

Confronta affermazioni, non documenti

Il documento intero è l'unità di confronto sbagliata. I documenti sono lunghi, trattano più argomenti, e due documenti che si sovrappongono su un punto ne differiranno su altri venti senza che questo dica nulla.

Scomponi invece gli atti in affermazioni. Un'affermazione è l'enunciazione di un fatto, registrata insieme a chi l'ha fatta e alla frase da cui proviene. A quel punto il confronto diventa gestibile, perché ti chiedi soltanto se due brevi enunciati sulla stessa cosa possano essere veri entrambi.

I documenti dell'epoca pesano di più

Il testimone depone in udienza, su capitoli di prova formulati dai difensori, spesso anni dopo i fatti e sapendo bene su che cosa verte la causa. Lo stesso vale per la versione dei fatti esposta negli scritti difensivi. Una fattura, una voce di calendario o un'e-mail interna, invece, li ha scritti qualcuno che non aveva alcun motivo di pensare a un processo.

Quando le due fonti non coincidono, la divergenza ha un valore. Quando divergono due deposizioni, di solito è questione di memoria. Per quel caso il codice offre già uno strumento: il confronto tra i testimoni (art. 254 c.p.c.).

Dai quindi un ordine alla ricerca: prima deposizione contro documento dell'epoca, poi documento contro documento, per ultimo deposizione contro deposizione.

Come registrare una contraddizione utilizzabile

Entrambe le versioni, per intero, con le loro fonti. Non una nota che dice «le versioni divergono». Sei mesi dopo quella nota è inservibile, perché ricostruire a che cosa si riferiva richiede lo stesso tempo che è servito a trovarla la prima volta.

Registra:

  • le due affermazioni, tra virgolette;
  • il documento da cui proviene ciascuna, con il numero del documento prodotto se c'è (ad es. «doc. 7»);
  • la data di ciascun documento, perché spesso è l'ordine cronologico a decidere che cosa significa il conflitto;
  • una riga che spieghi perché non possono essere vere entrambe.

Quell'ultima riga è quella che di solito si salta. Scrivila. Se non ci riesci, forse hai davanti due affermazioni soltanto diverse, non incompatibili.

Attenzione ai falsi positivi

La maggior parte delle contraddizioni apparenti si dissolve a una lettura attenta. Due documenti usano la stessa parola per cose diverse. Una data indica quando qualcosa è stato concordato, non quando è avvenuto. Un importo è netto in un punto e lordo in un altro.

Per questo il risultato di qualunque controllo automatico è un elenco da esaminare, non un elenco di conclusioni. Lo strumento può metterti davanti ogni coppia candidata con entrambe le fonti collegate. Decidere quali sono reali è valutazione giuridica, e tale resta.

Su atti di dimensioni reali

Confrontare a mano ogni affermazione con tutte le altre non è possibile oltre qualche centinaio di documenti. Per questo di solito non si fa, e le incoerenze emergono in udienza, durante l'assunzione della prova, invece che durante la preparazione.

Legalnaut confronta ogni nuova affermazione con ciò che dice il resto degli atti e presenta le coppie che reggono, con entrambi i documenti, entrambe le date ed entrambe le impronte hash. Ogni coppia resta una proposta finché un avvocato non la conferma.

Le contraddizioni si vedono meglio su una cronologia ordinata, e il primo passo lo descriviamo in come costruire la cronologia della causa da 900 e-mail.

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